Visita a Predappio e dintorni

Mi è doveroso chiarire, a scanso di precedenti errate interpretazioni, che la nostra “gita” a Predappio, è nata da specifiche richieste di Associati della nostra Sezione per l’interesse storico di visitare i luoghi che diedero i natali e dove oggi è sepolto Benito Mussolini che, nel bene e nel male, fu a capo del Governo dell’Italia Monarchica dal 1922 al 1943.

Giornata estiva, calda; ravvivata da migliaia di motociclisti che avevano un moto raduno (fin troppi e rumorosi). L’appuntamento era per le 11.00 nel piazzale antistante il Cimitero di San Cassiano. La puntualità è stata “svizzera”.

Abbiamo iniziato con la visita alla Pieve di San Cassiano, di cui risalgono notizie dall’anno mille, in stile neo-romanico, ristrutturata negli anni 1930-34; durante i lavori di ristrutturazione nella cripta furono rinvenuti  sarcofaghi lapidei, cimeli funerari e tombe, prova certa di una necropoli di origini antecedenti all’IX° secolo. E’ indubbia la bellezza esteriore della Pieve, del suo interno con l’altare maggiore al centro dell’abside, la scalinata, il pulpito, la cripta il fonte battesimale. 

La visita è proseguita al Cimitero Monumentale che accoglie le spoglie della famiglia Mussolini e anche quelle di un altro capo del governo italiano, Adone Zoli (1887-1960), antifascista cattolico che fu Presidente del Consiglio negli anni 1957 e 1958.

Dopo un veloce shopping ci siamo ritrovati in allegria a pranzare alla locanda Appennino dove, a dire il vero, il menù non è stato ottimo e veloce come promesso a causa del massiccio raduno  dei moto-club(affermazione del proprietario).

Ci siamo poi recati alla Rocca delle Caminate, dove esiste un castello eretto nell’anno mille, più volte distrutto e ricostruito passato di proprietà dai Belmonti o Belmonte (1120) ai Baccarini (1890) passando attraverso gli Ordelaffi, i Malatesti, i Visconti, gli Aldobrandini e i Pamphili. Con un prestito littorio, sottoscritto dagli abitanti della Romagna, tra il 1924 e il 1927, venne restaurato per essere donato a Mussolini divenendo la sua residenza estiva. Attualmente è di proprietà della Provincia di Forlì-Cesena.

Lasciata la Rocca è iniziata una “caccia al tesoro” per trovare Villa Carpena nota anche come “Casa dei Ricordi”: nessuna indicazione (abbiamo saputo che vengono regolarmente rimosse dai “soliti ignoti”), solo grazie a diverse informazioni della gente del luogo ci siamo potuti arrivare. La casa fu acquistata da Mussolini dopo la fine della I^ Guerra Mondiale per 12.000 lire quando era proprietario e direttore del giornale “Il Popolo d’Italia” e dove visse con la moglie Rachele Guidi prima di trasferirsi definitivamente a Roma. Dopo la caduta del fascismo rimase chiusa fino al 1957 anno in cui la vedova Mussolini vi ci stabilì, facendola diventare luogo di riferimento e di ritrovo per tutti gli eredi Mussolini. Oggi essa rappresenta un vero “tuffo nel passato storico”, dal parco all’interno della casa dove sono raccolti cimeli personali della famiglia. Dopo la morte di Romano Mussolini (2006) l’ultimo piano di Villa Carpena ospita il “Centro Studi Romano Mussolini”.

Alle 18.00 il “rompete le righe” e dopo baci ed abbracci ognuno, chi a Roma chi a Milano e chi a Sondrio tornava alle proprie dimore con un “pezzo di storia in più”.

Luciano Antonio Canu