Processo a Ferdinando I° Re delle Due Sicilie

Ringrazio innannzi tutto la sempre fattiva disponibilità dell’Assessore alla Cultura del Comune di Monterosi, Dott. Andrea Bomarsi, per averci fatto concedere dal Comune la Sala Consiliare per l’evento.
Ho esordito chiarendo che non era un gioco ma, sulla fattispecie di quanto organizzato lo scorso novembre a Bracciano dall’Associazione Eserciti e Popoli processando la spedizione dei Mille e Garibaldi, abbiamo inscenato un vero e proprio processo.
Il Generale Giampaolo Scilieri, storico e coordinatore, ha fatto un completo excursus della vita di Re Ferdinando con dovizia di dati e di fatti oltre ad alcune “amene curiosità”, da non tutti conosciute.
L’Avvocato Roberto Ruggero, napoletano “doc”, proveniente dalla famiglia Sanseverino, rappresentava il Re.
E’ poi toccato al Capitano Coletta sostenere la pubblica accusa, basandosi su quanto udito dal narratore e da quanto riportato dalle maggiori fonti: tecnicamente ineccepibile e sintetico.
Ma ecco il colpo di scena: la difesa rappresentata dal Capitano Alessandro Fortuna ha presentato un re completamente diverso, utilizzando altre fonti storiche di parte e non, sostenendo che durante il regno, durato 60 anni, Napoli prima e il Regno delle Due Sicilie poi, avevano raggiunto con Re Ferdinando posizioni di “Grande Potenza” europea sia nella politica, nell’arte militare, nell’ingegneria, nell’economia e nel diritto.
Dopo altre precisazioni dell’accusa e della difesa, la Corte Giudicante formata dal sottoscritto, dal Generale Antonio Amato, dal Contrammiraglio Antonio Peri, dal Colonnello Gilmo Cavazza e dal Tenente Paolo Pallavicini, che aveva anche funzione di Cancelliere, si è riunita in Camera di Consiglio.
L’accordo tra i Giudici non è stato raggiunto se non sommando le votazioni espresse.
Rientrata la Corte, davo lettura della sentenza che mandava assolto Re Ferdinando con formula dubitativa.
Il processo, dalle dichiarazione raccolte tra i presenti, è stata una novità molto interessante e gradita; si è deciso pertanto che ogni anno verrà processato un personaggio: storico, politico, militare e perchè no ….. anche religioso.
La serata si è conclusa con la cena di primavera alla Trattoria del Fosso in zona Cassia-Olgiata, dove lo Chef Andrea Galbiati ci ha deliziato con un ricco e variato menù.

Luciano A. Canu