Conferenza del Gen.B. Giampaolo Scillieri

La mitica battaglia di El Alamein, combattuta a più riprese in Africa durante la Seconda Guerra Mondiale, evoca il ricordo dell’imminente sconfitta delle forze dell’Asse impegnate sull’importante fronte africano e, dunque, la vittoria degli Anglo-Americani. Ad illustrare le fasi salienti delle battaglie di El Alamein, presso la biblioteca di Monterosi, è stato il generale di Brigata della Guardia di Finanza Giampaolo Scillieri, Associato di UNUCI Monterosi, che ha tenuto un’avvincente e accesa conferenza. 
Il generale ha voluto sottolineare come la battaglia per gli Alleati è stata inutile, in quanto era imminente lo sbarco in Nord Africa, costando così la vita a migliaia di uomini. Tesi sostenuta negli anni ’60 dallo scrittore inglese Correlli-Barnett. Non solo, anche la grande disparità nei rapporti di forze tra i due schieramenti. Infatti se le l’Asse poteva contare, esempio, su 104.000 uomini : 54.000 italiani, 50.000 tedeschi, anche perché impegnati su altri fronti, gl’inglesi ne disponevano di 220.000. Se da un lato le risorse tedesche erano oramai allo stremo con le munizioni ridotte all’osso, dall’altro gli inglesi potevano disporre di una quantità considerevole di aiuti da parte niente meno che dagli Stati Uniti d’America; infatti nel gennaio ’42 arrivarono ben 13 navi e 102 carri, in settembre addirittura il numero raddoppiò, solo per fare alcuni esempi.  
Atti di eroismo, aggiungiamo noi, da parte delle truppe italiane di certo non mancarono, tipica la famosa frase che cita: “i bersaglieri tedeschi avevano stupito il mondo, i bersaglieri italiani avevano stupito i tedeschi”, nonostante le armi italiane non fossero all’avanguardia in una guerra che si era rivelata “lunga” cosa che NESSUNO poteva immaginare in quanto il Terzo Reich era ad un passo dalla vittoria in tutti i fronti, fino all’entrata in guerra degli Usa.
Ma conosciamo meglio il generale Scillieri che ha prestato servizio in Sicilia per ben 18 anni, collaborando addirittura con il dott. Falcone, passando poi alla Dia. Da colonnello ha comandato la Legione di Udine, comprendente il Friuli, passando poi nella zona di Venezia.

Foto e testo di Daniele Limongelli