Conferenza Amm. Peri

RIPORTIAMO IL TESTO DELLA CONFERENZA DEL CONTRAMMIRAGLIO PROF. ANTONIO PERI, TENUTA IL 19 GENNAIO 2008 PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI MONTEROSI. 

Contrammiraglio Antonio Peri

L’ASSISTENZA PSICOLOGICA E PSCHIATRICA NELLE EMERGENZE

 

L’emergenza può essere considerata qualsiasi catastrofe/calamità/disastro, naturale o causato dall’uomo, che provochi danni di gravità e dimensioni tali da richiedere assistenza dello stato, degli enti locali e delle organizzazioni di soccorso per riparare i danni, le perdite e le sofferenze (FEMA 1995). Le emergenze possono essere suddivise nelle tre categorie illustrate nella Tab.1

 

Tab.1

Emergenze causate da azioni umane volontarie

 

Guerre

Combattimenti

Bombardamenti

Guerre civili

Atti di terrorismo

Dirottamenti aerei, sequestri

Pulizia etnica

Guerriglia

 

Emergenze causate da azioni umane involontarie

 

Incidenti stradali,

ferroviari, aerei, marittimi

Incendi, esplosioni

Incendi industriali

Disastri ambientali

Disastri nucleari

Rottura di dighe

Inquinamento radioattivo

Crollo abitazioni

 

 

 

Emergenze Naturali

 

 

Terremoti

Maremoti

Alluvioni

Tempeste, uragani

Incendi

Eruzioni vulcaniche

Valanghe

Slittamenti terreno

Siccità

Carestie

Inondazioni

 

Costo umano dei disastri

Tra il 1967 e il 1991, i disastri nel mondo hanno ucciso 7 milioni di persone ed interessato 3 miliardi di persone (Cater, Revel, Sapir & Walker, 1993).

Tra il 1997 ed il 2006 il numero dei morti per disastri è stato 1 milione e 200.000 mila ed il numero di persone coinvolte per anno è stato di 270 milioni. Nel 206 il numero delle persone interessate dai disastri è stato 142 milioni ed i morti sono stati 23.833. (Croce Rossa Internazionale, World Disaster Report 2007)

Nel corso della vita la possibilità di esposizione ad un Evento Potenzialmente Traumatico (EPT) è estremamente elevata (50-90% secondo ricerche compiute nel 1995 e nel 1998).

 

Reazioni acute di fronte al pericolo

In caso d’emergenza come incendi o inondazioni meno del 20% delle persone dimostra di reagire adeguatamente alla situazione. Una diffusa reazione di fronte alle situazioni pericolose è l’iperattività senza scopo. Ci si può muovere freneticamente senza motivo, anche in modo inconsulto, solo perchè non si riesce a stare fermi. Questa risposta è automatica, involontaria. Chi volesse risolvere la reazione incontrollata alla paura, con appelli a stare calmi o a non farsi prendere dal panico, avrebbe scarsi effetti. Un’altra reazione automatica di fronte al pericolo è la catalessi, in conseguenza della quale chi è minacciato rimane assolutamente  immobile e insensibile agli stimoli sensoriali, una sorta di paralisi-congelamento. Questa reazione ha una rilevante importanza durante le emergenze perchè rende le vittime di un disastro totalmente incapaci di muoversi.

 

Danni psicologici

In una emergenza o disastro non si perdono solo dei beni materiali, si perdono dei ricordi ad essi legati, si perde l’intimità della propria vita quotidiana. La vittima che sopravvive ad una catastrofe, anche se non subisce danni fisici, riporta in forma più o meno intensa danni non visibili, ma non meno profondi che colpiscono la psiche (detti psico-traumatismi).

 

EFFETTI PSICOPATOLOGICI DELL’EVENTO TRAUMATICO

Disturbo Acuto da Stress

Disturbo da Stress Post traumatico

 

   

INTERVENTI DI SUPPORTO INFORMATIVO ALLE VITTIME DEI DISASTRI-EVENTI TRAUMATICI

 

Informare, in modo molto garbato e non invadente, le vittime di eventi traumatici che è utile:

 

Ø       Chiedere aiuto e sostegno alla famiglia, agli amici, alla chiesa, o alle risorse della comunità. Unirsi a creare gruppi di supporto.

Ø       Stabilire piccoli traguardi per grandi problemi. Affrontare una cosa per volta invece di fare tutto contemporaneamente.

Ø       Mangiare cibo sano, prendere del tempo per passeggiare, fare esercizio, rilassarsi anche solo per pochi minuti per volta.

Ø       Assicurarsi di avere abbastanza riposo e sonno. Le persone spesso hanno bisogno di una quantità di sonno maggiore del solito quando sono sotto stress.

Ø       Fare qualcosa che trovano adatto per sé come farsi una doccia, fare una passeggiata, sedersi al sole, accarezzare il gatto o il cane.

Ø       Se stanno facendo troppo, ridurre le attività rinunciando ad alcune cose che non sono assolutamente necessarie.

Ø       Trovare qualcosa di positivo in ciò che fanno. Donare sangue. Donare denaro per aiutare le vittime del disastro o dell’attacco. Unirsi agli sforzi della comunità per rispondere alla tragedia avvenuta.

Ø       Accantonare lo stress dell’evento qualche volta. Spegnere le trasmissioni TV sull’informazione e distrarsi facendo qualcosa che piace.

 

LINEE GUIDA PER EROGARE IL PRONTO SOCCORSO PSICOLOGICO

 

Ø       Osservare gentilmente dapprima, non invadere. Poi fare semplici, rispettose domande, per poter discutere come puoi essere d’aiuto.

Ø       Iniziare il contatto solo dopo aver osservato la situazione e la persona o la famiglia e avere valutato che il contatto probabilmente non sarà considerato una intrusione o distruttivo.

Ø       Essere preparato sia ad essere evitato che sommerso dalle persone interessate, fare brevi e rispettosi contatti con ciascuna persona che si avvicina a te.

Ø       Parlare con calma. Essere paziente, attento, disponibile a rispondere.

Ø       Parlare in termini semplici, concreti. Se necessario parlare lentamente.

Ø       Se i sopravvissuti vogliono parlare, essere preparati ad ascoltare.

Ø       Riconoscere le cose positive che la persona ha fatto per salvarsi e raggiungere lo stato attuale.

Ø       Adattare l’informazione agli scopi immediati della persona e chiarire le risposte quanto necessario.

Ø       Dare informazioni accurate e adatte alla età dei destinatari, e correggere convinzioni erronee. Se non sai una cosa dillo ed offriti di informarti.

Ø       Quando si comunica attraverso un traduttore, guardare alla persona a cui ti rivolgi e non al traduttore.

Ø       Ricordare che lo scopo del Pronto Soccorso Psicologico è ridurre lo stress, dare aiuto ai bisogni attuali, e promuovere un adattamento efficace, non elencare i dettagli delle esperienze traumatiche e delle perdite.